A l b e r t o ---M i n g o t t i

 

Alberto Mingotti è nato a Faenza nel 1954.
Vive ed opera tra Faenza, Castel Bolognese e Riolo Terme.
“ Faentino, Mingotti non poteva non trattare i materiali più tipici della sua terra natale, la terracotta e la ceramica. Antichi materiali che hanno portato Mingotti a sentir‘antico’ (adottando un modellato d’impostazione classicheggiante e praticando una figurazione che ama la staticità della sospensione incantata) il fascino lirico della memoria, del sogno, dell’apparizione, della rivelazione simbolica.”così di lui ha scritto Vittorio Sgarbi (“Oggi”3 ottobre 2001, n.40).
Ancora studente all’Accademia di Belle Arti di Bologna, nel 1977, un anno prima di diplomarsi, con un socio, avvia a Forlì un’ attività artigianale ceramica dove per sei anni realizza maioliche dipinte con la tecnica del lustro.
Si tratta di un periodo significativo per la sua formazione che lo rende conoscitore degli aspetti della tecnica ceramica alla quale farà ricorso negli anni successivi nella realizzazione di gran parte delle sue opere.
Dal 1980 ottiene l’incarico di docente all’Istituto dì Arte di Faenza, presso il quale entra in ruolo nel 1984 come insegnante d’arte della ceramica.
Negli Ottanta, visita in Italia, in Francia e Ungheria, i luoghi della tradizione ceramica, per acquisire informazioni utili per la sua attività artistica, nella quale, con l’impiego dell’argilla, si distingue come un rinnovatore della scultura di figura.
Per la sua azione di plasticatore alcune delle più note riviste internazionali del settore ceramico – quali Ceramics Monthly, Neue Keramik, Ceramics Art and Perception, American Ceramics – dedicano degli articoli al suo lavoro.
In Italia la sua attività di scultore è presentata, in pubblicazioni d’arte da intellettuali come Marisa Zattini, Mariano Apa, Gian Carlo Bojani, Arnaldo Romani Brizzi, Marco di Capua, Walter Guadagnini, Bruno Mantura, Mario Quesada e Alessandro Riva.
Ad integrazione della sua esperienza di plasticatore ha dedicato saggi ad artisti e ad altri aspetti dell’arte; ha pubblicato un libro dal titolo Carte per il fuoco (1989).
Dal 1988 ad oggi ha tenuto dieci esposizioni personali, tra le quali si segnalano:
1991, Silenzio e Meraviglia: sculture di Alberto Mingotti, Palazzo dei Diamanti – Palazzo Massari, Ferrara; 1992, Alberto Mingotti: opere
1990 – 1992, Galleria Morgana, Bologna;
1995, Disegni e Ceramiche, Circolo Culturale la Stella, Albisola Capo;
1997, Dialoghi, Il Polittico Associazione d’Arte Cultura, Roma;
2000, Alberto Mingotti; evocazioni oltre il tempo, Palazzo del Ridotto “ Galleria Comunale d’Arte”, Cesena;
2001, Rocche e Scultori Contemporanei “ 2001 nel segno del tempo”, Rocca Sforzesca, Riolo Terme ( Ra ).
Le esposizioni collettive iniziano nel 1983 con la mostra A Tempo e a Fuoco, ospitata a Palazzo Albertini a Forlì e accolta l’anno seguente a Palazzo Agostinelli a Bassano del Grappa.
Nel 1985, partecipa alla mostra Quarto Tempo che si tiene nei Chiostri e Cisterne a S. Maria di Castello a Genova.
Sempre nel medesimo anno si ricorda la sua presenza alla mostra Omaggio a Dino Campana ospitata nel Castello Pasquini a Castiglioncello (Livorno).
Significativi momenti espositivi continuano con alcune collettive itineranti organizzate dal Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza dove esibisce le sue opere in importanti musei d’europa. La prima di queste dal titolo Keramika iz Faence od Srednjeg veka do Danas lo vedono al Musej Primenjene Umetnosti a Belgrado, al Vojvodanski muzej a Novi Sad, al Collegium Artisticum di Sarajevo e al Narodni Muzej di Lubiana. Con il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza torna all’estero, tra il 1986 e il 1987, con la rassegna “ Keramik aus Faenza” esponendo al Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum ad Innsbruk e al Museum Carolino Augusteum a Salisburgo.
Con la mostra A Faenzai keràmia 600 éve espone nel 1987 al Torténeti Museum a Budapest. Fra il 1989 e il 1990 sempre con il Museo Faentino con la rassegna Seicento anni di ceramica faentina è alla Pinacoteca Nazionale A. Soutzs ad Atene, al Centro Culturale Ataturk ad Ankara, al Museo di Arte Turca e Islamica a Istanbul e nella Salile Dalles a Bucarest.
Con la mostra Arte e ceramica in laboraorio nel 1991 è a Lille, all’Ecole Régionale d’Art di Dunkerque, all’Ecole des Beaux Arts de Saint–Omer e nella Tour Abbatiale al Musée de Saint Amand les Eaux.
Nel 1988, ottiene una menzione speciale al III Concorso Nazionale per la Ceramica di Savona, la mostra si tiene nella Fortezza del Priamar. Nel marzo del 1995 gli viene assegnato l’incarico di eseguire un altorilievo, da realizzarsi per l’Istituto Tecnico Salvemini di Casalecchio di Reno, per ricordare le vittime del disastro aereo del 1990.
Molte le collettive anche negli Novanta e primi anni del nuovo secolo: 1993, Fiumara Arte, realizzazione del muro, Castel di Tusa, Messina; 1993, Progetti e territori ’93 , Abitare il tempo, Verona; 1994, Sacra Fabbrica, Passage de Retz, Paris; Late Twentieth Century Ceramics from the Everson Collection, National Museum of History of taiwan, Taipei; 1996, Amabilis Insania, Centre Albert Borschette, Bruxelles; 1998, Segno, Colore, Sogno,Istituto Italiano di Cultura, Il Cairo, Facoltà di Belle Arti, Luxor, Facoltà di Belle Arti, Il Cairo; Ceramic art exhibition, Rocca Paolina, Perugia; 1999-2000, Vitalità perenne del lustro, Palazzo dei Consoli, Gubbio; 2000, Silvano D’Ambrosio, Alberto Mingotti, Angelo Fabbri, Il Polittico Associazione d’Arte e Cultura, Roma; Collezionando Scultura nelle Marche, Atelier dell’Arco Amoroso, Ancona; 2000-2001, Artisti alla Stella, Museo della Ceramica Manlio Trucco, Albisola Capo; 2002, Nuova Scultura Italiana, Il Polittico, Roma; 2002-2003, Ceramica, Cultura, Innovazione, Museo delle Arti Applicate, Budapest, Museu National do Azuleio, Lisboa; Musée national Adrien Dubouché, Limoges; The Potteries museums and art Gallery, Stoke-on-Trent; 2003, l’Ebbrezza di Noè, Galleria Comunale d’Arte “Raffaele De Grada”, San Gimignano.